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June 03 La SoluzioneIl dilemma è stato risolto,il nodo è stato sciolto,ogni dubbio è stato fugato:il 1 Giugno 2007 ho acquistato la mia prima Moto,una Cagiva Raptor.Ringrazio tutti coloro che mi sono stati vicini durante il calvario della scelta. May 17 Dilemmi...Eccomi di nuovo a scrivere,dopo una lunga assenza dovuta ai pressanti impegni scolastici e a numerosi dissapori tra me e il mondo che mi circonda...
Trovato il coraggio di rimettermi alla tastiera,vi interpello nuovamente,ma stavolta non chiedo risposte a problemi morali,tantomeno di carattere politico e religioso.Il quesito si pone,per una Quasi-Diciottenne perennemente indecisa,alquanto arduo e irrisolvibile.Come sono solita fare,valuto,soppeso e paragono pregi e difetti delle differenti opzioni prese in esame ma,terminato il mio scrupoloso lavoro,la scelta rimane sempre complicata.Anzi,tante volte le mie considerazioni tendono a rendermi ancora piu' insicura riguardo all'esito finale,essendo io una mente predisposta a trovare del buono in ogni cosa.Per una ragazza che trova complicata la scelta:<ballerine verdi o rosa?>,la domanda <Macchina o Moto?> è improponibile.Sono in disperata ricerca d'aiuto. April 22 Test1. Chi sei?...
2. Siamo amici?........
3. Quando e dove ci siamo conosciuti?.... 4. Hai una cotta per me?......... 5. Hai mai desiderato di darmi un pugno in faccia?........ 6. Dammi un soprannome e spiega il perche`?........ 7. Descrivimi cn una parola........ 8. Quale e`stata la tua prima impressione su di me?......
9. Pensi la stessa cosa ora?..... 10. Cosa ti fa ricordare me?.....
11. Se mi potessi dare qualsiasi cosa, ke mi daresti?......
12. Quanto mi conosci?.....
13. Quand’e`l’ultima volta ke mi hai visto?.....
14. C’e`stato mai qualcosa ke mi avresti voluto dire ma nn lo hai mai fatto?.....
15. Metteresti qst sul tuo blog e vedere cosa direi di te?..... April 11 Auguri!Pacchiano e banale,direte voi...e invece è solo un piccolo omaggio ad una persona che domani finalmente raggiungerà il traguardo dei tanto desiderati 17 anni,cosi' per 3 mesi potra' vantarsi di avere la mia stessa eta'.Un omaggio che mai potra' sostituire i fiumi di parole che descrivono il mio amore e la mia stima verso di lui,un compagno impeccabile sempre e comunque, ma anche un amico presente e un "futuro uomo" intelligente,sensibile e razionale quanto basta.Sai già che ti auguro ogni bene di questo mondo,in famiglia,a scuola,con gli amici e naturalmente con me...Auguri Giangi e grazie di tutto!!! March 29 Sondaggio!!!Secondo voi esiste l'amicizia tra uomo e donna?
L'argomento riguardo al quale chiedo la vostra opinione è un argomento difficile,sul quale molte volte mi sono trovata a discutere con gli amici,che molte volte mi ha fatto persino mettere in dubbio la sincerità delle persone che avevo al mio fianco ogni giorno...Per quanto mi riguarda ho un nutrito gruppo di amici maschi,dei quali mi sono guadagnata amicizia e fiducia dopo molto tempo:un rapporto,quello tra un ragazzo e una ragazza,che va costruito giorno dopo giorno,e sempre mantenuto vivo,e che quindi risulta ancora piu' prezioso proprio per la fatica che si impiega a crearlo.
Molti ragazzi poi non si curano affatto dell'amicizia femminile,quella vera,fatta di confidenze,complicita' e aiuto reciproco.La maggior parte di loro infatti vede la propria amica solo come una persona con cui passare del tempo libero,con cui divertirsi,come una semplice compagna della vita scolastica,ma niente di piu';per altri è invece l'oggetto segreto di un desiderio mai confidato,l'oggetto quindi di una amicizia fittizia.Tutto consiste nel circondarsi di persone che sappiamo non mentire riguardo ai propri sentimenti.L'amicizia sincera non ha sesso. March 27 Vive La France!!!Gianluca è in Francia.Beato lui.Ma a casa ha abbandonato una dolce e piangente micina che mai e poi mai avrebbe pensato di soffrire cosi' tanto perchè il suo Amore non le stara' accanto per ben una settimana.E allora si fanno avanti crisi di gelosia per le vispe compagne di vacanza in cerca di un flirt,paure infondate per la cannabis galoppante e nostalgia che stenta ad attenuarsi.Ricordo a tutti che Gianluca è partito solo Lunedi'.Se dopo soli 2 giorni il mio cervello è già in tilt,non oso pensare come procederà il resto della settimana,considerando che nè io nè lui di cognome facciamo Hilton,il che significa credito telefonico altamente limitato.Oltretutto,a Gianluca fino ad ora la Francia non piace affatto.Lui,igienista maniacale,si lamenta per la mancanza del bidet.Lui,estimatore di Spicciolo,si arrabbia vedendo i punkabbestia di Nizza che disegnano in terra ma non chiedono"Ce l'hai uno spicciolo?"(pensare che era partito solo per imparare a dire "Ce l'hai uno spicciolo?" in francese!).Lui,esteta in tutto e per tutto,si lamenta perchè i francesi,a suo parere,sono tutti brutti.Lui,amante degli usi e dei costumi stranieri,è rimasto molto ma molto offeso dal non aver ancora visto un fracese con la Baguette sotto l'ascella.Lui,quasi madrelingua inglese,non puo' sfoggiare le sue incredibili doti:pare infatti che i francesi sia troppo nazionalisti per imparare una lingua straniera.L'astinenza da Susanna,poi,gli provoca le allucinazioni:ha visto una ruspa impennare.La rabbia crescente per il non riuscire a chiamarmi lo stava per spingere a compiere un gesto estremo:spaccare la faccia e dare dell'IMMMBBBECILLE a un ragazzo che,mentre baciava la sua dolce metà,si teneva le mani sulle proprie cosce,mentre la poverina cercava un po' di partecipazione.Giangi,con il testosterone alterato dalla prolungata astinenza,voleva esordire cosi':"Non ci sai fare un cazzo!E toccaglielo un po' quel culo!".Lui,viaggiatore dalla mente libera e critico irriducibile della sua città di residenza,è arrivato ad affermare che Massa sia un gioiello,esaltanto poi Materazzi per quel famoso rigore del 9 Luglio 2006.Tra la crisi di nervi sua e quella di nostalgia mia,la telefonata di oggi è stata una vera comica:30 minuti di racconti paradossali dallo Stato Transalpino e una scheda da 8 euro finita in un solo colpo. March 19 *Una Parola Per Me*Sii sincero/a:
descrivimi con una parola!
lasciala in un commento, poi, se vuoi
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Potrebbe essere divertente
sapere come ti definiscono
i tuoi amici...
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1 PAROLA !! February 14 Viva valentino martire caliente-Vittorio ZucconiNel cielo nuvoloso delle bugie, tra i giuramenti di amore eterno, le promesse elettorali e "la fattura è all'incasso", stanno tre parole innocenti nella forma quanto micidiali nella sostanza: "Basta il pensiero". I cimiteri delle relazioni affettive, familiari, romantiche, stabili o occasionali, sono punteggiati da croci sulle quali sono scolpite queste tre parole, la cui traduzione reale varia dal "ma guarda tu questo accattone" all'"è mai possibile che ogni anno arrivi sempre lo stesso mazzo di fiori?". Chi non ha mai sentito pronunciare questa frase è qualcuno che ha passato la vita in cella d'isolamento o su un'isola deserta a succhiare noci di cocco. Negli Stati Uniti, dove le ricorrenze partorite dai fabbricanti di cioccolatini, dai produttori di cartoline d'auguri e dai fiorai - per non citare neppure gli spacciatori di quei ciotolini di carbonio supercompresso conosciuti come "diamanti" - si riproducono come coniglietti, e l'anno è una sequenza di trappole e di "pensieri". San Valentino, la cosiddetta festa degli innamorati di metà febbraio, intitolata a un misterioso martire le cui reliquie stanno sparpagliate in varie chiese, tra Roma e Dublino, è il massimo esempio di quelle che negli Stati Uniti chiamano le "Feste di Hallmark". Hallmark non è un santo, è la grande azienda che produce cartoncini con battute preconfezionate e scritte da un altro, essendo evidentemente ormai troppo difficile per il cittadino medio prendere un biglietto in bianco e scriverci sopra a mano pensieri filosofici e letterari complessi sul genere: "ti amo", "congratulazioni", "grazie", o "auguri". Nella mia agenda, se ne avessi una visto che detesto le agende, ci sono ormai i compleanni importanti di quattro nipotini, due figli, due sorelle, un fratello, un genero, una nuora, una moglie, elencati in ordine sparso (lo sottolineo perché mia moglie legge D di Repubblica). Un compleanno al mese. Poi ci sono naturalmente le feste religiose, le festività pseudoreligiose e quelle completamente artificiali. Natale, Pasqua, il Giorno del Ringraziamento, l'esecrabile Halloween che in presenza di nipotini va comunque celebrato. Naturalmente non si può ignorare la festa del martire che, narra la leggenda, si innamorò della figlia del giudice che lo avrebbe condannato a morte pur essendo un vescovo, quando le sante regole di castità dovevano essere anche meno osservate di oggi, e mandò una notula amorosa alla giovine e di conseguenza condannò tutte le generazioni successive a scambiarsi bigliettini, fortunatamente senza essere decapitati. E chi, sano di mente, oserebbe trascurare la festa della Mamma, o quella della Donna o quella del Papà, che vorrei, ma non posso più da tempo, celebrare? Un conteggio sommario, e senza pretesa scientifica, porta ad almeno ventitré le giornate da ricordare, in pratica una ogni due settimane, per chi abbia una famiglia moderatamente numerosa come la mia e Dio abbia misericordia dei poligami che vivono negli Stati Uniti, perchè i negozianti e i pubblicitari non ne avranno di loro. La Hallmark, quella dei cartoncini prestampati, vende un miliardo e duecentomilioni di pezzi soltanto nel giorno del martire arrapato, quattro per ognuno dei trecento milioni di abitanti. La Russell, ditta che monopolizza atroci caramelle collose e spugnosi cioccolatini scambiati in quella festa, smercia due miliardi di dolcetti, abbastanza per pagare le rate di mutuo per la prima e seconda casa, tasse immobiliari incluse, a ogni dentista americano. Nessuno è immune dal messaggio d'amore. Al primo posto nella classifica dei riceventi stanno gli insegnanti, che gli alunni e le alunne tentano spudoratamente di arruffianarsi, al secondo le mogli, al terzo le fidanzate, al quarto le segretarie, che preferirebbero di molto un aumento di stipendio ma devono accontentarsi di un biglietto dal principale e al quinto si piazza Koko il Gorilla, un furbissimo scimmiottone che vive da principe in un centro di ricerca della Georgia nel quale finge di avere imparato a parlare a gesti ed è, oltre che sfamato, accudito, coccolato, e molto amato. L'assedio delle ricorrenze private e pubbliche, come quasi tutto, peggiora con l'età, e all'orizzonte si alza, per ora marginale ma ogni anno più minaccioso, il terrificante profilo della "Festa del Nonni", miniera di sensi di colpa e di permalosità ancora non sfruttata dai fabbricanti. Non mi è chiaro che cosa possa essere inviato ai nonni, forse scatole di lassativi in elegante cofanetto regalo, ma se anche la festa dei nonni dovesse trasformarsi in un altro incubo annuale, è chiaro quello che farò io. Mi dedicherò a scrivere cartoncini per chi non vuol fare lo sforzo di scriverseli da solo. E se faranno schifo, pazienza. Basta il pensiero, no?February 09 Felice...Ho cavalcato il mio Scarabeo fino a marina.Era tanto che non lo facevo,ne avevo bisogno..."guidare",sembrera' strano,mi fa sentire bene,mi diverte,mi fa rilassare.Giunta alla fine del Viale Roma,inizio ad intravedere il mare e il cielo si fa sempre piu' limpido,mentre il sole mi riscalda le spalle.La luce che si propaga nell'aria è quella caratteristica delle Cinque,ancora chiara ma che si avvia al tramonto,sembra quasi estate.Ferma al semaforo,fissa con lo sguardo verso l'orizzonte, mi ritornano in mente le mille volte che ho percorso quella stessa strada,con la folla di turisti intorno,i vestiti che lasciavano intravedere il costume da bagno,la spensieratezza del dolce far niente.Percorro il Lungomare,l'odore di salmastro si percepisce appena,ma lo adoro.L'intenzione è quella di fare il pieno dal mio benzinaio preferito,un ragazzo mite&gentile dallo sguardo rassicurante e i capelli lunghi, per poi tornare a casa.Ma l'attrazione è troppo forte quando dal marciapiede vedo il mare:parcheggio e mi dirigo verso la riva.La spiaggia è stranamente popolata:nonne e mamme con i bambini,cani e rispettivi padroni,sportivi che fanno jogging.Mi guardo intorno,passeggio un po',ma poi opto per gli scogli,il luogo dal quale posso ammirare nella maniera migliore il paesaggio invernale che mi circonda.Il Mare è calmo,il cielo limpido lascia spazio alle montagne e io,seduta,sento sotto di me il Mare che si infrange sulla scogliera.Questo rumore dolce mi coccola,rimango come stordita mentre il mio sguardo passa veloce dal mare ai monti, e viceversa.Quando decido di alzarmi sono passati solo pochi minuti,e finalmente mi sento tranquilla,appagata,serena...sono felice. February 06 Settimana Alternativa -Settimana Alternativa-
Diario di Bordo
Lunedi 5 Febbraio:
Sebbene avessi proposto al mio caro amico,nonchè rappresentante d'istituto, Alessandro una gita a Firenze,la culla del Rinascimento,la scelta è ricaduta su "Casette",piccolo paesino del quale il nostro affezionato Don è il parroco di fiducia.La giornata si è svolta senza troppe complicazioni,anche se durante il pranzo lo spirito di sopravvivenza ha sopraffatto quello di solidarieta' e si sono consumate scene paragonabili solo al regno animale.La noia e la sonnolenza iniziali sono state man mano sostituite da una crescete euforia,sia per aver degnamente perso al Trivial Pursuit Junior(e poi si stupiscono se non vinco all'edizione Genus...) ma soprattutto per essere diventata la Campionessa d'inverno 2007 a Biliardino insieme al mio degno compagno di squadra:Il Capitano.A parte una Madonna Piangente alta quanto mia sorella che era stata astutamente posizionata nel corridoio dell'oratorio,cosicchè io mi spaventassi a morte tutte le volte che passando la vedevo con la coda dell'occhio,é stata una giornata estremamente piacevole.
Martedì 6 Febbraio:
Prima ora:educazione sessuale(da me ardentemente voluta fin dalla prima superiore.Adesso sono in quarta.Troppo tardi.)Lo psicologo della scuola,affascinante quarantenne dal nome improbabile,Antonello,ha tenuto il primo di 8 incontri che si svolgeranno durante l'anno.E' stata solo un'introduzione riguardo al percorso che faremo insieme,l'unica partecipazione ci è stata richiesta nel compilare un questionario anonimo.La Domanda"Che cos'è per te la sessualità" ha creato qualche piccolo problema tra i ragazzi della 4E che,dopo aver provato a scoppiazzare la mia riflessione a riguardo, hanno risposto tutti con il "Copia&Incolla" del suggerimento della dolce Pri:"Sessualita' è sentirsi a proprio agio con la propria ragazza".Le due ore sucessive in compagnia della nostra cara prof di Scampia sono state un'Inferno:il recupero di latino non è di certo di per sè divertente,soprattutto durante quella che dovrebbere essere la settimana alternativa,ma se la prof per qualche ragione oscura è isterica,il clima diventa insostenibile.Ma alla fine,tra urla ingiustificate verso la bidella ignara delle sue colpe,nonchè verso gli alunni che di latino a quanto pare capiscono poco,tanto da far affermare alla prof"Ma io che ci sto a fare qui?Sara' meglio che cambi mestiere...",Satana in persona abbandono' l'aula al suono della campanella.
Mercoledì 7 Febbraio:
Mattinata insignificante.Prime due ore trascorse con la prof.ssa Bongiorni,il piu' grande sogno erotico del Tuccio insieme a Mussolini & ad Hitler,allietate solamente dalla visita della prof.ssa Scappini,la quale ci ha illustrato il programma delle vacanze studio all'estero.Terza ora in compagnia della prof.ssa Ciaponi,la piu' toscanaccia tra i nostri insegnanti(celebre l'imitazione della Gretina):esperiementi sull'ottica in laboratorio.
E poi...Satana si è ripresentato in classe,per martoriarci ancora una volta con il suo recupero di latino(cosa ci sia da recuperare ancora non lo so,per quanto mi riguarda sono un caso disperato).Tutto questo mentre una consistente componente maschile della classe se la spassava al CSI.L'unico superstite,impassibile all'attrattiva dello sport,è stato IL CINO.
Giovedì 8 Febbraio:
Entro alle ore 8 in compagnia di altri 3 mattinieri temerari come me che,per amore della Prof.ssa Iosue e dell'Inglese,si sono recati a scuola un'ora prima per fare lezione al fine di superare(ma io ci credo poco)l'esame del First.Per le succesive 2 ore era prevista la visione di un film con prof.ssa Pesenti che all'ultimo momento ha cambiato idea e ,a causa della sua ben nota pigrizia("...e indovinate a chi lo faccio fare?Alla Silvana!!!"),ci ha portato in Sala Computer per stampare delle ricerche sulla vita di sconosciuti (almeno ai più) cantanti francesi.
Conclusa la ricerca, la Pri ed Io ci siamo dilettate nel commentare,con un pizzico di cattiveria, i piu' svariati e improbabili Blogs.Nelle rimanenti due ore,con una decisione democratica,è stato decretato il film da guardare nel Laboratorio Linguistico con la 3C:IL CORVO.Sangue a volontà condito da una tenera storia d'amore.
Venerdì 9 Febbraio:
Entrata anticipata nuovamente alle 8 per la lezione di inglese:l'unica buona notozia è che forse noi di Quarta possiamo posticipare la sessione d'esame a Maggio.Non sarebbe una cattiva idea,affatto.In tal caso avrei infatti molte piu' possibilita' di passarlo.Esco di soppiatto alle 9,attenta a non farvi scorgere tra la folla dai miei professori.Portata a termine l'impresa,incontro all'entrata le mie compagne di classe:come da convenzione,loro non hanno visto nè sentito niente riguardo a me,e cosi' anche la buona&bella Prof.ssa ROSA IOSUE.
January 30 AutocombustioneDati i continui riferimenti all'AUTOCOMBUSTIONE presenti in questo blog e in quello,ormai leggendario,della Holly Puff,ho deciso di fornirvi alcune fondamentali nozioni sull'argomento.Buona Lettura.
AUTOCOMBUSTIONE UMANA
![]() ![]() Grazie!L'orologio del mio novello blog segna l'una e dieci di notte,ma il mio cervello è ancora abbastanza vigile per poter scrivere questo piccolo intervento prima di addormentarsi...innanzi tutto vorrei ringraziare pubblicamente Gianluca per la lettera di stasera,che oltre ad essere stata una sorpresa molto molto molto gradita,mi ha anche dato uno spunto per riflettere su cosa sia davvero per me la felicità,nonostante abbia messo in forse tante delle mie certezze.Ciò a cui ho dato importanza fino ad adesso,probabilmete,quello che avrei voluto fare del mio futuro,non rappresentano davvero gli obiettivi che portano alla felicità...la felicità sta nelle piccole cose,e per quanto io provi a negarlo a me stessa,è così e ne devo diventare consapevole.Non che io adesso scardini totalmente cio' in cui ho creduto fino ad adesso:il successo aiuta a raggiungere questa tanto agognata FELICITà ,sentirsi realizzati è un grande traguardo,ma dopo stasera credo che ridimensionero' almeno in parte tutta l'importanza che ho dato al mondo del lavoro per il mio futuro...e chissà che magari,con un po' piu' di tranquillita' e serenita' in testa,io non riesca a portare a termine cio' che mi sono prefissata con piu' facilita'.Quindi...Grazie Giangi.
Un ringraziamento speciale va anche a tutti gli ORGIA GUYS,membri ufficiali e ufficiosi che,nonostante il loro nome tradisca una certa ambiguita' nei rapporti,sono ragazzi fantastici che hanno dato vita al GRUPPO che da tanto tempo io cercavo di trovare,o di creare.Grazie di poter sempre contare su di voi,grazie di regalarmi serate fantastiche all'insegna di foto improbabili,travestimenti,autocombustione e blue iguana,grazie e basta!
E dopo queste parole altamente commoventi....ATTENZIONE A NON ESPLODERE SVOLTANDO L'ANGOLO!!!!!!!!!!
PS:data l'ora tarda,aggiungerei BE SVEGL E PREPARA IL CAFFè!!!
January 27 HotelAmerica-La diabolica idea dell'hot dog antidroga (Vittorio Zucconi)Negli anni in cui questo appuntamento con le lettrici e i lettori di D raccontava "Storie dell'Altro Mondo" e raccoglieva quel genere di notizie che un tempo si sarebbero definite "la realtà supera la fantasia", il mio tormento settimanale era trovare casi, avvenimenti, situazioni che fossero autentici, ma facessero pensare a chi li leggeva no, non è possibile, dica la verità, questa se la deve essere inventata. Prima che arrivassero a salvarmi i miei primi tre nipotini (Devin John, Tommaso Augusto e Anna Cecilia) e la quarta (tremate) in viaggio per gennaio, a offrirmi, povere e innocenti creaturine, idee e spunti e pretesti per conversare con voi, la mia disperazione era divorante. Io stesso faticavo spesso a credere a ciò che scrivevo. Prendiamo, a esempio, la storia che vorrei raccontarvi oggi e capirete il mio dramma. Siamo in una cittadina della Pennsylvania, dunque sulla costa atlantica degli Stati Uniti, la più densamente abitata, quella sviluppata da più tempo. In un "convenience store", un minimarket di Mckeesport, entra, una mattina del mese di settembre ultimo scorso, come dicono i rapporti di polizia, una coppia, una donna e un uomo, adulti, non vecchi. La signora, Leslye Crigthon, di 41 anni, ha in mano un cartoccetto, un involtino. Chiede al commesso del negozio chiamato "GetGo!", di usare il fornetto a microonde che questo genere di minimarket mette a disposizione dei clienti, per scaldare cibi surgelati, merende e hot dog. E proprio un hot dog è quello che Leslye domanda di scaldare. "Prego", annuisce gentile l'inserviente e la signora scartoccia il pacchettino avvolto in un foglio di alluminio da cucina e ne estrae l'hot dog da scaldare. Soltanto che non era un salsicciotto, era un pene, un membro virile, insomma avete capito e l'addetto lo vide benissimo. Anche se Leslye era accompagnata da un uomo più giovane, Vincent Creighton, con l'aria perfettamente tranquilla, dunque presumibilmente non proprietario di quella appendice, al commesso tornarono alla memoria i ricordi di truculente scenate nelle quali, come fu il celebre caso di Lorena Bobbit che lo tagliò via al marito quando scoprì che lui la tradiva (ma ebbe l'imprudenza di gettarlo tra i cespugli, dove fu trovato e riattaccato al proprietario) la gelosia e le liti finiscono con mutilazioni e ghigliottinamento di genitali esterni maschili. Inorridito, e persuaso di essere di fronte a un crimine grandguignolesco e orrendo (almeno per un maschio) chiamò la polizia. Una pattuglia, che per caso si trovava a pochi metri di distanza, si fiondò nel minimarket, arrestando la donna, l'accompagnatore e sequestrando il pisello del reato. Ma gli attenti pizzardoni non ebbero bisogno di rivolgersi a un urologo per scoprire che quel coso non era stato affatto separato dal legittimo proprietario. Era di plastica molle, era una perfetta riproduzione dell'oggetto naturale, ma falso e dotato di una vescichetta interna riempita di urina, con la pipì (vera) del signore che accompagnava Leslye. Non si trattava di un orrendo delitto della gelosia con cottura finale al microonde per rendere impossibile ogni ricostruzione chirurgica. Era un disperato tentativo di ingannare l'esame delle urine antidroga che l'uomo avrebbe dovuto affrontare poco dopo per ottenere un posto di lavoro come guardia giurata. La donna, come sempre più intraprendente e diabolica del proprio uomo, aveva avuto l'idea. Un pisellotto finto, gonfio della urina di lei, pulita, che lui avrebbe dovuto nascondere nei calzoni e poi sfoderare al momento del test versando il contenuto nel bicchierino del laboratorio, sotto lo sguardo dei tecnici. Ma per essere credibile, quel liquido avrebbe dovuto essere caldo e da qui era nata l'idea di scaldarlo nel microonde del minimarket, proprio accanto al laboratorio per il test. Leslye e Vincent sono stati naturalmente condannati a pagare per un forno a microonde nuovo (volete un altro dettaglio? Peggio per voi. Il coso finto non aveva tenuto scaldandosi e l'interno del forno ne aveva subito le conseguenze molto poco igieniche) e 90 giorni di carcere, costringendo il giudice a sforzi di fantasia giurisprudenziale, non essendo previsto da nessun codice il reato di "riscaldamento abusivo al forno di un membro virile di plastica". Vincent naturalmente non è stato assunto. Adesso, dico, onestamente, e vi chiedo, si può campare raccontando storie incredibili e disgustose come questa della signora americana che porta a scaldare nel forno di un supermercato una minchia di gomma? Meglio tornare a Devin John, a Tommaso Augusto, ad Anna Cecilia. Almeno loro si limitano a farsela addosso. HotelAmerica-Quei vicini di casa dagli occhi lucenti (Vittorio Zucconi)I miei vicini di casa giocavano a calcio. Non bene, ma giocavano e nella squadra di orfani e trovatelli (calcisticamente parlando) che allenavo più che all'abilità si badava al numero dei corpi disponibili. Se respiravi e avevi due gambe eri ingaggiato e titolare. Erano di famiglia molto ricca, vivevano da soli, pur essendo poco più che ragazzi, perché la madre lavorava in una città lontana e del padre non ebbi, e non chiesi, mai notizie. Li portavo io in auto al campo per le partite, perché erano due tiratardi sciamannati e lasciati a loro stessi sarebbero sempre arrivati in ritardo e senza i parastinchi o le scarpe. Mi accorsi che alla fine ero divenuto per loro, poveretti, una specie di padre surrogato, una blanda imitazione dell'originale perduto, come l'orzo sta al caffè. I miei vicini di casa erano arabi, egiziani per essere precisi, e molto vagamente musulmani. Il più grande, che aveva vent'anni, beveva tranquillamente, sgranocchiava braciole di maiale e la sua ragazza era un'ebrea americana compagna di università. Il più piccolo, che ne aveva diciannove ed era timido, non lo faceva in pubblico. Ogni estate tornavano in Egitto, dal nonno, al quale volevano molto bene perché era il nonno. E perché era quello con la grana. Un anno tornarono a Washington in autunno, alla fine di settembre. Era il 2001 e avevano finito l'università. Il più grande aveva ottenuto un Master in Business, il più piccolo aveva finito la laurea quadriennale e si preparava a iscriversi anche lui a un Master. La stagione della nostra squadra di trovatelli (calcisticamente parlando) era ricominciata e la sera della partita andai a prenderli. "Non possiamo venire", mi dissero. Vi siete fatti male? No, abbiamo gente in casa. Sbirciai nel soggiorno e vidi un uomo e una donna vestiti di grigio scuro, abiti identici, espressioni identiche. Ne avevo visti troppi nella mia vita per non riconoscerli subito. Erano G-Men, o G-Women, agenti dell'Fbi. I due non giocarono quella sera e nessuna altra sera. Al ritorno dopo l'11 settembre del 2001, la loro vita cambiò. Erano egiziani, arabi, musulmani, viaggiavano spesso avanti e indietro fra il Cairo e Washington, avevano la faccia da arabi, "faccia mediorientale" come dicono qui, dunque erano sospetti. Mohammed Atta, quello che pare fosse il capoccia dei 19 terroristi, era egiziano. Il grande, Omar si chiamava, fu lasciato dalla ragazza. La ditta di contabilità e revisioni di conti che lo aveva assunto non gli rinnovò il contratto e nessun'altra lo assunse. "Quando leggevano il mio curriculum, mi convocavano, quando vedevano la mia faccia, mi congedavano". Il piccolo, Hassam, non fu accettato al corso di Master al quale si era iscritto, nonostante avesse ottimi voti e curriculum scolastico. "In questo Paese di merda, razzista e xenofobo, per me non c'è futuro", mi disse nel suo perfetto inglese americano perché lui era nato qui, cittadino e nativo dunque del Paese che lo guardava storto. Anche i compagni di squadra li guardavano male. Il portiere, che poi era mio figlio, era preoccupato: lavora per il governo, ha una "security clearance", un'autorizzazione per vedere documenti segreti, e l'idea di essere nello stesso team con due egiziani marcati stretti dall'Fbi lo innervosiva. Misero la casa in vendita. "Andiamo a vivere in Egitto", mi spiegarono mentre guardavamo insieme una partita del Milan, di cui erano tifosissimi, alla televisione. Ma voi siete americani al mille per cento cercai di dirgli, nati e cresciuti qui, non riuscirete mai a riadattarvi alle vita al Cairo, a quel mondo che avete conosciuto e idealizzato soltanto per un paio di mesi in vacanza. Il più piccolo, che aveva sviluppato negli occhi una luce rovente come una brace, mi interruppe: "Tu non puoi capire che cosa significhi essere guardato ogni giorno come se avessi ucciso tremila persone e ti preparassi ad ammazzarne altre migliaia. In Egitto cercheremo di fare qualcosa per cambiare le cose". Poi divenne muto, lasciandomi con un brivido freddo nella schiena. Se ne andarono in fretta, salutandomi da lontano, neanche tanto lontano, perché abitavano sul lato opposto della strada. "Forza Milan", mi gridò il più grande, come per lanciarmi l'ultimo segnale di appartenenza alla stessa "civiltà occidentale" ormai ridotta alle dimensioni di quel pallone che ci aveva fatto incontrare e conoscere. Non ricordo più neppure i cognomi, perché quei nomi arabi, al-zawaquesto, al-zarkaquello, alla fine per noi, come le facce degli asiatici o degli africani, finiscono per sembrare tutti uguali. Ma i loro volti di ragazzi stupefatti, offesi, addolorati e via via più arrabbiati, me li ricordo bene. Se un giorno li rivedessi sulle pagine di qualche giornale o sul teleschermo di qualche notiziario, sono sicuro che li riconoscerei.
January 21 Chuck Norris Facts
![]() January 19 Per Gianluca(e per la cultura generale di tutti coloro che leggeranno)Dogma (o domma): deriva dal greco "dògma"="opinione". Il termine, originalmente utilizzato per definire le opinioni formulate dai filosofi come base alle loro dottrine, viene comunemente usato per definire i principi fondamentali di una religione, da non potersi mettere in dubbio da parte dei fedeli. Assioma:In epistemologia, un assioma è una proposizione o un principio che viene assunto come vero perché ritenuto evidente o perché fornisce il punto di partenza di un quadro teorico di riferimento. |
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